Archivi per la categoria ‘salute, ambiente, alimentazione’

troppo amaro

Mercoledì, 7 Luglio 2010

cioccolata www.gradipo.net fasce portabebe

Il cioccolato che consumiamo abitualmente nei paesi occidentali ( UE, USA) proviene principalmente da fave di cacao prodotte in Costa d’Avorio.
Fra i lavoratori delle piantagioni di cacao sono moltissimi ragazzini di età compresa fra i 12 ed i 16 anni, reclutati nel vicino Mali da veri e propri mercanti di schiavi e venduti in Costa d’Avorio ai proprietari delle grandi tenute agricole, in cui le condizioni di lavoro sono inumane ( vedi link per i dettagli ).
Colpisce l’associazione fra qualcosa di estremamente triste come lo sfruttamento ed il maltrattamento di minori, e l’immagine positiva e allegra che abitualmente associamo al cioccolato.
E non è questo l’unico peccato imputabile al cioccolato. Si tratta infatti di una delle colture piu’ trattate con pesticidi, alcuni dei quali ( come il lindano) sono vietati nei paesi europei per la loro accertata dannosità.
Comprare cioccolata equosolidale puo’ farci sentire la coscienza a posto nei confronti dei piccoli lavoratori del Mali; comprare cioccolata biologica puo’ metterci al riparo anche dal lindano e dai suoi pericolosi amici.
Ma c’è di piu’: nella lavorazione delle fave di cacao, infatti, esso viene spessissimo contaminato da piombo.
Non è perfettamente chiaro come cio’ avvenga; certo è che il cacao, data la sua componente grassa, è molto sensibile alla contaminazione atmosferica, e le industrie produttrici sono spesso alimentate da combustibile al piombo. I livelli di questo velenoso metallo nella deliziosa polvere bruna sono elevati , tanto che controlli casuali portano spesso al ritiro dal mercato, anche da parte di marchi famosi. Questo accade anche per il cioccolato da agricoltura biologica!

Oltre a scegliere soltanto quella biologica e non proveniente da schiavitù, mangiare meno cioccolata è quindi comunque una buona idea, soprattutto per i nostri bambini.

panni in stoffa, osare si può

Mercoledì, 9 Giugno 2010

prefolds

Alla neo-mamma, per la prima volta alle prese con cambi, poppate, coliche e molto altro, l’idea di passare ai pannolini in stoffa appare spesso come una minaccia alla salute mentale. E davvero, con il terremoto che un bebè è capace di portare nelle nostre vite, la cosa non stupisce.

Eppure, in realtà,usare pannolini lavabili è semplice, e non comporta grandi differenze nella mole di lavoro che la mamma si assume.
Per gestire al meglio questa scelta un po’ (ma sempre meno) fuori dal coro bastano pochi accorgimenti. E poichè questa volta, al secondo bimbo e con una casa (leggermente) meno disordinata di quella di cinque anni fa, mi trovo proprio bene con i lavabili, provvedo di seguito a sfatare alcuni falsi miti duri a morire.

LUOGHI COMUNI SUI PANNOLINI LAVABILI


“I panni lavabili fanno risparmiare a lungo termine , ma l’investimento iniziale è grosso”
. Vero e Falso: non è necessariamente cosi’. I pannolini “tutto in uno” sono effettivamente cari ( 15-20 € al pezzo) e dato che impiegano di piu’ ad asciugare ne occorrono di piu’ ( circa 30). Hanno però il vantaggio di essere piu’ “facili” ( anche se io, personalmente, non li amo).
Ma un kit base di pannolini come i praticissimi prefold, completi di mutandine impermeabili e accessori, costa come un paio di mesi di pannolini usa e getta di qualità non tossici ( tipo Moltex).

“I panni lavabili sono noiosi da lavare e richiedono prelavaggio”.
Vero e Falso. I pannolini lavabili richiedono un po’ di attenzione, ma non sono difficili da lavare. Non occorre smacchiarli subito: basta tenere in bagno ( magari nella vasca ) un bel catino colmo di acqua fredda. il panno sporco puo’ essere gettato lì dentro e dimenticato per un po’, così l’ammollo facilita l’operazione di smacchiatura, che si puo’ fare successivamente con calma ( bastano un po’ di acqua fredda e sapone di marsiglia ) prima di mettere, con tutto il resto della biancheria, in lavatrice.

“Le macchie di cacca non vengono mai via bene”.
Falso! Vengono via benissimo previo ammollo ed inasponatura di cui sopra. Inoltre gli inserti in pile, fatti per tenere il sedere asciutto, catturano le macchie di cacca e si puliscono con estrema facilità. Un po’ di percarbonato aggiunto al detersivo e magari una bella asciugatura al sole, le macchie di cacca dìventano solo un ricordo.

“I pannolini lavabili danno molto da fare”.
Falso! Solo un po’ di biancheria da lavare e da piegare in piu’. I panni in stoffa non si stirano e occupano poco spazio in piu’ dei loro colleghi usa e getta.

“I pannolini lavabili sono poco pratici”.
Qiuesto puo’ essere Vero, per questo molte persone scelgono un sistema misto, preferendo gli usa e getta in caso di uscite prolungate, gite, viaggi e vacanze, o per il sonno notturno. Per tutti, anche per gli integralisti, è sempre comunque consigliabile avere in casa un pacco di usa e getta (preferibilmente atossici) di emergenza. Anche optando per il sistema misto si ottiene un bel risparmio!

“I pannolini di stoffa non irritano la cute”.
Falso! Un sedere che rimane a lungo bagnato si irrita piu’ facilmente, e statisticamente le irritazioni da pannolino affliggono maggiormente i bimbi con panni in stoffa. I punti chiave sono: cambiarli spesso, almeno ogni 3 ore, ed usare diligentemente la crema all’ossido di zinco.

“I panni in stoffa sono piu’ sani”
Assolutamente Vero! I gel contenuti nei panni usa e getta sono velenosi. Avete mai provato ad aprire una confezione ed annusarne uno all’interno? Hanno un odore terribile. Dopo diverse ore, al caldo e al bagnato, la delicata pelle del bebè assorbe molte indesiderabili sostanze chimiche, fra cui il TBT, noto interferente endocrino.

“I panni usa e getta sono dannosi per l’ambiente”
. Purtroppo è proprio Vero: il loro costo ambientale, sia come produzione che come smaltimento, è altissimo; basti pensare che impiegano oltre 500 anni a decomporsi. Da questo punto di vista, con una mano sulla coscienza, è facile scegliere!

E per finire, una lettura edificante a 360° sui pannolini

il tempo delle fragole…

Lunedì, 10 Maggio 2010

strawberries fragole gradipo

A primavera è poca la frutta di stagione. Le arance sono ormai immangiabili. Pere e mele sono di frigo e rimangono acerbe e dure, oppure vengono dalla lontanissima Argentina. I frutti propriamente primaverili sono le deliziose fragole, che piacciono proprio a tutti. Solo gli allergici vi rinunciano, probabilmente a malincuore.

Piacciono anche molto ai bambini, ai quali siamo sempre ansiosi di far mangiare frutta e verdura!

Ma…c’è un grosso “ma”.

Le fragole sono al terzo posto nella classifica
annuale 2010 stilata da EWG che raccoglie i 12 ortaggi piu’ inquinati da pesticidi (la trovate qui).
Questo frutto così buono è altrettanto delicato, ed è oggetto di molti trattamenti sia prima che dopo la raccolta.

Il rapporto rischio-beneficio per il consumatore di fragole da agricoltura convenzionale è troppo alto per essere fiduciosamente ignorato. Eppure,
molte persone non realizzano che e’ davvero molto meglio non mangiare affatto frutta che mangiare frutta simile!

E se le fragole da agricoltura biologica sono molto piu’ care (quasi il doppio, intorno ai 7-8 €/kg) , non sembra piu’ saggio pagarle a peso d’oro in euro, e mangiarne un po’ meno, piuttosto che pagarle con la nostra salute e con quella dei nostri bambini?

Una breve nota…Le ciliegie, anch’esse a breve sulle nostre tavole, sono al decimo posto e richiedono la medesima cautela! Ricordiamo che lavare la frutta non è per nulla sufficiente ad eliminare i residui di pesticidi, che vengono amministrati alla pianta gia’ durante la fioritura ed avvelenano percio’ anche la polpa del frutto.

radice MAgiCA

Giovedì, 15 Aprile 2010

maca fascia portabebe gradipo

Questo buffo raperonzolo si chiama Maca ed è originario del Perù.

Il Maca è un tubero davvero speciale, che ha le potenzialità di offrire un netto miglioramento della salute generale.

Prima che un supplemento, il Maca è un alimento vero e proprio, consumato da centinaia di anni dalle popolazioni andine.

Per la sua densità di nutrienti e il prezioso contenuto in aminoacidi è un alimento fortemente energizzante, ideale per sportivi e per chi conduce una vita molto attiva.

Il Maca è un alimento adattogeno, in grado cioè di modulare la sua attività in base ai fabbisogni individuali dell’ organismo che lo riceve.

Per queste sue caratteristiche, il Maca è utile a garantire una ottimale nutrizione durante la gravidanza e l’allattamento, sostenendo la madre e promuovendo la crescita sana del bambino.
La mia esperienza personale con il Maca è di assoluta soddisfazione!

Una delle sue virtù piu’ interessanti è inoltre quella di potenziare la fertilità in entrambi i sessi; cio’ avviene senza che i livelli ormonali normali vengano alterati, ed è conseguenza dell’eccellente stato di benessere e dalla superiore nutrizione che deriva dal consumo regolare di questa radice.
Sul web non mancano le testimonianze di coppie infertili che sono riuscite a concepire un bambino grazie ad una “cura” di Maca!

Proprio perchè si tratta di un alimento, e non di un supplemento, consiglierei di assumerlo nella sua forma piu’ semplice: farina di Maca, meglio se essiccata al sole. Capsule e compresse di Maca concentrato sono ( forse ) ugualmente efficaci, ma preferisco inserirlo nella mia dieta con tutto il suo apporto, calorico e nutritivo, inalterato.
La farina di Maca ha un gusto leggermente amarognolo ma gradevole, è apprezzabile nello yogurt, magari con un po’ di miele. Si tratta di un vero Super-Cibo, in grado di sostituire un pasto completo: quando si va di fretta, e non si ha tempo di cucinare, un frullato con due cucchiai di Maca sostiene e sazia per molte ore.

Uno o due cucchiai al giorno per un mese sono sufficienti ad apprezzarne tutti i benefici.

noi restiamo fuori !

Martedì, 2 Marzo 2010

scarpe www.gradipo.net fascia portabebe

Il sito di EWG (Environmental Working Group) spiega qui, nei dettagli, perchè la polvere di casa va tenuta sotto controllo: nella polvere si raccolgono infatti minute particelle di inquinanti molto dannose per noi e soprattutto per i nostri bambini, che mettono spesso le mani dappertutto…prima di infilarsele in bocca.

Tutti anticorpi
? Forse cento anni fa!
Ora, nemmeno la polvere è piu’ quella di una volta, ed è necessario difendersene. ( ne avevamo già accennato qui).

Per un ambiente di casa sano, prima di tutto è bene lasciare sempre le scarpe fuori dalla porta di ingresso. Soprattutto se si vive in città, le suole delle scarpe trascinano in giro non soltanto germi, ma tossine e veleni di ogni tipo! Questa scelta non solo contribuisce a limitare l’inquinamento interno, ma è anche sana per i nostri piedi.

Poi è essenziale evitare di usare e soprattutto di tenere in casa insetticidi, detergenti velenosi, naftalina, colle, vernici , e simili: tutti questi prodotti sono comuni inquinanti della polvere domestica.
Fra gli altri consigli utili, spolverare spesso con un panno umido per evitare che la polvere vada in circolo nell’aria; vagliare con attenzione mobilio e arredamenti, specie se imbottiti : sono spesso trattati con i pericolosi PBDE; tenere sempre pulito intorno a tutti gli elettrodomestici, inclusi computer, stereo ecc. che sono fonte di pulviscolo tossico; aspirare spesso e dappertutto, meglio se con un aspirapolvere a filtro HEPA .
Infine, se ci si riesce, far lavare spesso le mani ai bambini, soprattutto prima di mangiare; educarli a non portare il cibo in giro per la casa, e a non appoggiarlo sui ripiani o per terra, ma sempre su un piattino pulito.

Sauerkraut, che cavolo è?

Mercoledì, 27 Gennaio 2010

sauerkraut www.gradipo.net fascia bebe

Questa ricetta è molto facile e vi introdurrà in un universo nuovo!

Il termine Sauerkraut ( letteralmente “cavolo acido”) , è di origine alsaziana, ma piatti simili a questo sono tipici delle cucine tradizionali di tutto il mondo, dal coreano Kimchi al messicano Cortido.

Il cavolo, affettato molto sottilmente, viene fatto fermentare da lattobacilli. Ne risulta un alimento quasi indeperibile, dal sapore acido e caratteristico.

Nella tradizione popolare è considerato un cibo purificante e disintossicante, utile nel trattamento delle affezioni digestive e respiratorie, nonchè rimedio primario ai postumi da sbornia per la sua capacità di neutralizzare gli effetti dell’intossicazione da alcool.

Il Sauerkraut si prepara con cavolo ( in genere cavolo bianco) finemente affettato, ed il suo sapore caratteristico e astringente, insieme alla sua ricchezza in fermenti ed enzimi, lo rendono un accompagnamento ideale a molti piatti, in special modo agli alimenti proteici come carne, uova, formaggio o legumi, di cui favorisce la digestione.

I benefici del Sauerkraut derivano anzitutto dal fatto di essere a base di cavolo - verdura nota per il suo contenuto di Vitamina C, fibra, manganese, vitamina B6 e folato ( famose inoltre le le sue virtù nella prevenzione del cancro e nel trattamento dell’ulcera peptica).
Ma cio’ che rende cosi’ speciale ed unico questo piatto è il processo di fermentazione, che lo trasforma in un alleato prezioso della nostra salute.

La fermentazione produce fermenti probiotici , che a loro volta producono enzimi che stimolano la digestione, promuovendo una flora intestinale sana e varia.
la fermentazione produce anche isotiocianati, composti che hanno evidenziato proprietà anticancro attraverso test in vitro e su animali.

Ma veniamo al dunque. Come si prepara il Sauerkraut? La ricetta è semplice!

SAUERKRAUT

1 cavolo medio,
2 cucchiai di sale marino integrale,
opzionale: semi di cumino, aglio, cipolla, pepe nero, peperoncino, zenzero e/o altre spezie secondo il gusto personale ( noi lo prepariamo con 1 spicchio di aglio, 1 cucchiaino di semi di cumino e cipolla affettata).

Nota bene: tutti i recipienti e gli utensili devono essere molto puliti.
La quantità di sale non deve essere diminuita, essa è infatti garanzia di una fermentazione sana.

-Lavare il cavolo, tagliarlo in quarti ed eliminare il torsolo.
-Con un buon coltello a lama lunga affettare il cavolo il piu’ sottilmente possibile.
-Raccogliere il cavolo affettato in una pentola o in un altro recipiente capiente.
-Salare con 2 cucchiai di sale fino.
-Con le mani ben pulite, lavorare il cavolo in modo da distribuire il sale in maniera uniforme.
-Lasciar riposare almeno due ore.
-Lavorare nuovamente il cavolo, che sotto l’azione del sale inizierà a dare il succo, in modo che ne produca il piu’ possibile. Unire le spezie e l’aglio pestati al mortaio, e volendo cipolla affettata ( alcuni apprezzano anche rondelle di carote o pezzetti di sedano).
-Quando il cavolo si presenta traslucido e ben umido, trasferirlo in un barattolo di vetro capiente, tipo quelli da conserva casalinga ( per 1 cavolo intero in genere ci vuole 1 barattolo da 1,5 lt.).
-Con un cucchiaio di legno o un pestello pressare il cavolo il piu’ possibile nel recipiente. Non devono esserci bolle d’aria e la superficie del cavolo deve essere raggiunta e possibilmente coperta dal liquido. Non riempire mai il barattolo fino in cima: l’ideale è che il cavolo arrivi circa 4-5 cm sotto all’imboccatura.
-Trasferire in un luogo fresco e tranquillo, e lasciar riposare per un minimo di tre giorni ( fino ad una settimana).

Dopo tre giorni il vostro Sauerkraut è pronto.
Non preoccupatevi se aprendo il barattolo sentite un fischio, e/o vedete delle bollicine in superficie: sono segno che tutto procede per il meglio.
Il vostro capolavoro di fermenti vivi potrà tranquillamente essere conservato in frigo per sei mesi, il suo sapore migliora con il passare del tempo!

Ora potete assaggiare il Sauerkraut. Lo scoprirete delizioso con un filo d’olio accanto a qualsiasi secondo piatto, e sarà una gustosa aggiunta alle vostre insalate. Presto non potrete piu’ viverne senza…soprattutto durante un lungo, freddo inverno come questo!


Tutto sulle verdure fermentate
( non solo cavolo!) qui (in lingua inglese).

mai più in scatola

Martedì, 12 Gennaio 2010

www.gradipo.net fascia bebe portabebe neonato

Il BPA, o Bisfenolo A, è una sostanza contenuta in molte plastiche, comprese molte plastiche alimentari, la cui pericolosità è stata dimostrata: si tratta di un perturbante endocrino, ovvero di una sostanza (fra le molte) capace di causare gravi disturbi ormonali e metabolici, ed è pericolosa anche se viene assunta in piccolissime quantità .
Già nel 2008, le ditte canadesi ed americane hanno provveduto a ritirare dal commercio bicchieri e biberon in plastica, sostituendoli con prodotti privi di BPA. il governo canadese ha anche legiferato in merito, sulla base di consistenti dimostrazioni scientifiche della realtà di questo problema.
Purtroppo in Europa il BPA è ancora comunemente ammesso in tutte le stoviglie per l’infanzia (incluse tazze e biberon), e su questo argomento avevamo già scritto qui….

Oggi vorrei però puntare il dito sui: pelati in scatola. Il BPA infatti migra negli alimenti per semplice contatto, e cio’ avviene in modo clamoroso se gli alimenti, soprattutto se liquidi, sono caldi oppure acidi.
I pomodori pelati, onore e vanto della tradizione italiana, sono immersi in liquido, sono acidi, e sono perlopiu’ inscatolati caldi nelle bellissime latte dall’interno “smaltato” in plastica bianca al BPA.
E allora?
Stop ai pomodori in lattina: via libera a quelli in barattoli e bottiglie di vetro.

Ma i pelati non sono soli. Moltissimi cibi in scatola hanno evidenziato livelli di BPA troppo elevati, e fra questi il peggiore è purtroppo il latte in polvere, con un campione altamente contaminato su tre.

Piu’ info a questo link.

le “sane” gallette di riso…

Venerdì, 20 Novembre 2009

www.gradipo.net fascia bebe gradipo fascia porta bebe portabebe collanina ambra dentizione neonato

…sono in realtà un vero cibo-spazzatura. E a far loro compagnia ci sono tutti gli altri cereali estrusi per la colazione: corn flakes, riso soffiato, e le mille varianti che troviamo sugli scaffali.

Negli anni 60 fu realizzato un esperimento all’Università del Michigan. 18 topi da laboratorio vennero divisi in tre gruppi differenti. Uno ricevette acqua e corn flakes; il secondo ricevette acqua e la scatola dei corn flakes; il terzo gruppo ricevette acqua e cibo per topi.
I topi del terzo gruppo rimasero sani per tutta la durata dell’esperimento.
I ratti che mangiavano la scatola di cartone diventarono letargici e morirono di malnutrizione.
Ma i topi che mangiavano corn flakes morirono prima di quelli che mangiavano il cartone. L’ultimo di loro morì lo stesso giorno in cui moriva anche il primo dei mangiatori di scatola. Prima di morire, i topi nutriti a corn flakes svilupparono comportamenti schizofrenici ed aggressivi, autolesionismo e convulsioni.
La scioccante conclusione di questo studio fu che il cartone della scatola era un cibo piu’ sano dei cereali che conteneva.

Questo esperimento era stato intrapreso come uno scherzo, ma i risultati non furono divertenti! Forse per questo non furono pubblicati e divulgati al grande pubblico?

Un altro studio aveva già in precedenza rilevato come i topi nutriti esclusivamente a grano soffiato, acqua e vitamine vivessero solo due settimane: meno dei topi nutriti con sola acqua e zucchero, che sopravvivevano per un mese!

Il problema non era quindi la malnutrizione: risultati come questi suggeriscono che i cereali soffiati siano realmente tossici. Le proteine contenute nei cereali sono fortemente modificate dall’innaturale processo di estrusione, che trasforma un cibo nutriente in una sostanza tossica.

Tutti i dettagli, in lingua inglese, qui.

Il muesli a base di fiocchi di avena puo’ essere un ottimo sostituto per la colazione. Per gustarlo al meglio e non trovarlo “legnoso” si puo’ versare nella tazza, coprire di latte, kefir o yogurt diluito con acqua ( lo yogurt da solo è troppo denso), e lasciar riposare almeno 20 minuti. Cosi’ preparato piace anche ai bambini piccoli.

a cuor leggero

Venerdì, 9 Ottobre 2009

fluoroscope

Cos’è questo aggeggio? E’ un fluoroscopio, in voga negli USA negli anni dal 1935 al 1950. Si trovava nei negozi di calzature e nei grandi magazzini, e serviva a dimostrare che la scarpa era della misura giusta, specialmente per i bambini.
Si calzava la scarpa, si infilava nel buco, il commesso premeva il bottone e…voilà! Dai tre periscopi in alto il commesso, la mamma ed il bambino potevano contemporaneamente osservare a schermo la radiografia delle dita del piede che si muovevano nella scarpa.
(Fonte: questo link).

Raggi X per comprare un paio di scarpe? Proprio così! Da 7 a 14 RAD a piede, per 20 secondi di esposizione. Nella massima serenità:all’epoca si riteneva, infatti, che le radiazioni ionizzanti delle radiografie fossero assolutamente innocue.. Tanto è vero che venvano regolarmente prescritte alle donne in gravidanza per verificare le misure del bacino.

Questa piccola storia edificante ci insegna a non avvicinarci a nessuna tecnologia (diagnostica o meno) a cuore troppo leggero, e a non abbandonarci alle rassicurazioni che cadono dall’alto senza indagare.

Un esempio contemporaneo potrebbe essere rappresentato dalle ecografie prenatali realizzate a scopo “ricreativo” ( in particolare le 3D e 4D).
Ci sono numerosi studi che mettono in dubbio l’innocuità degli ultrasuoni per lo sviluppo fetale; vale davvero la pena di scherzare con il fuoco, sottoponendo i nostri bambini all’ecografia ben più delle tre volte “raccomandate e garantite” dal SSN?
Credo di no.

mal di testa?

Venerdì, 25 Settembre 2009

emicrania rimedio naturale

Tormentata da una ricorrente emicrania, stamattina stavo per soccombere all’ennesimo attacco. Nell’intervallo angoscioso fra gli “scotomi” ( disturbi visivi che annunciano l’arrivo del feroce mal di testa) e l’inizio del dolore, ho cercato sul web un rimedio naturale che funzionasse.

E l’ho trovato: è l’Olio Essenziale di Lavanda.
Poche gocce applicate alle tempie e alla base della nuca hanno dissipato il mio mal di testa in appena mezz’ora!

Mai nella mia vita avevo sconfitto un’emicrania tanto facilmente e rapidamente, nemmeno con i farmaci veri e propri.

Ho pensato di condividere questa scoperta e di rendere onore a questa meravigliosa pianta, alla quale stasera mi sento molto, molto grata.


Dettagli
: dopo aver applcato l’Olio, mi sono coricata in una stanza in penombra lontano da suoni e luci che potessero disturbarmi. Ho iniziato la “cura” ai primi sintomi, prima che il dolore diventasse invalidante. Nel corso della giornata ho avuto ancora brevi momenti di fastidio e stanchezza al capo.