noi restiamo fuori !

2 Marzo 2010

scarpe www.gradipo.net fascia portabebe

Il sito di EWG (Environmental Working Group) spiega qui, nei dettagli, perchè la polvere di casa va tenuta sotto controllo: nella polvere si raccolgono infatti minute particelle di inquinanti molto dannose per noi e soprattutto per i nostri bambini, che mettono spesso le mani dappertutto…prima di infilarsele in bocca.

Tutti anticorpi
? Forse cento anni fa!
Ora, nemmeno la polvere è piu’ quella di una volta, ed è necessario difendersene. ( ne avevamo già accennato qui).

Per un ambiente di casa sano, prima di tutto è bene lasciare sempre le scarpe fuori dalla porta di ingresso. Soprattutto se si vive in città, le suole delle scarpe trascinano in giro non soltanto germi, ma tossine e veleni di ogni tipo! Questa scelta non solo contribuisce a limitare l’inquinamento interno, ma è anche sana per i nostri piedi.

Poi è essenziale evitare di usare e soprattutto di tenere in casa insetticidi, detergenti velenosi, naftalina, colle, vernici , e simili: tutti questi prodotti sono comuni inquinanti della polvere domestica.
Fra gli altri consigli utili, spolverare spesso con un panno umido per evitare che la polvere vada in circolo nell’aria; vagliare con attenzione mobilio e arredamenti, specie se imbottiti : sono spesso trattati con i pericolosi PBDE; tenere sempre pulito intorno a tutti gli elettrodomestici, inclusi computer, stereo ecc. che sono fonte di pulviscolo tossico; aspirare spesso e dappertutto, meglio se con un aspirapolvere a filtro HEPA .
Infine, se ci si riesce, far lavare spesso le mani ai bambini, soprattutto prima di mangiare; educarli a non portare il cibo in giro per la casa, e a non appoggiarlo sui ripiani o per terra, ma sempre su un piattino pulito.

vengo anch’io…?

24 Febbraio 2010

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La presenza dei padri in sala parto è ormai una consuetudine, è quasi un must
del politicamente corretto. Eppure, non è detto che sia la soluzione migliore. Certamente ci sono molti tipi di coppia, e molte diverse situazioni che rendono piu’ o meno opportuna questa decisione . Ma è bene tenere a mente che non si tratta di una scelta obbligata, nè dell’unica possibile, anche se in questo particolare momento storico essa sembra essere universalmente considerata la piu’ “giusta” .

Ho trovato interessante in merito questo articolo di Michel Odent, medico chirurgo, autorevole voce a favore del parto attivo e naturale .

Secondo l’esperienza di Odent, che gestì una casa del parto naturale a Pithiviers, in Francia, per 23 anni (dal 1962 al 1985) , la presenza dell’uomo in sala parto puo’ essere un fattore destabilizzante, ritardare il naturale succedersi degli eventi, aumentare le preoccupazioni della donna, e persino condurre, dopo la nascita, a problemi sessuali e di coppia.

La risposta biochimica all’evento del parto comprende spesso, per l’uomo, un picco di adrenalina
che accentua la risposta razionale. Questo atteggiamento puo’ contagiare ed influenzare negativamente la risposta ormonale della donna, che farebbe piu’ fatica ad abbandonarsi ai suoi istinti naturali.

Essere testimoni della nascita potrebbe inoltre influenzare negativamente la ripresa della vita sessuale dopo la nascita del bambino.

Odent formula anche l’ipotesi di una “depressione postpartum” maschile, ricordandoci che in molte culture esistono rituali per canalizzare le reazioni emozionali dell’uomo durante e dopo il parto. Secondo Odent, nella maggioranza dei casi l’uomo sarebbe provato psicologicamente dall’esperienza della nascita assai piu’ della sua compagna.

L’argomento è controverso, ed è >discusso nei dettagli qui da vari “esperti” del settore.

Indipendentemente dalle esperienze positive di molte altre persone, è importante e confortante sapere che anche rifiutare la presenza del proprio marito o compagno in sala parto puo’ essere una scelta sensata e del tutto “normale”, anche se decisamente controcorrente .

Cinque anni fa fu proprio questa la mia scelta , presa all’ultimo minuto.
Durante l’attesa, mi sentivo certa che avrei voluto mio marito in sala parto. E invece, contraddicendo tutti i progetti fatti in gravidanza, lo spedii letteralmente a casa!
In quel momento temevo di perdere la mia preziosa concentrazione, di essere “distratta” dalla sua presenza.

Purtroppo non fui in grado di mandare a casa anche un po’ del personale medico, decisamente invadente e in sovrannumero… Ma questa è un’altra storia, e meriterebbe un capitolo a parte.

1 Febbraio 2010

carnevale www.gradipo.net fascia portabebe

Per chi desidera ordinare una fascia Gradipo, Febbraio potrebbe essere il mese ideale!

A Marzo infatti, oltre all’arrivo della primavera, è prevista anche la nascita del nostro secondo bambino.

Il mese di Marzo sarà probabilmente un mese un po’ complicato, percio’ abbiamo deciso di chiudere il laboratorio dal 10 Marzo al 6 Aprile.

Conviene quindi approfittare del mese di Febbraio, nel quale lavoreremo a pieno regime!
Gli ordini di Gradipo pervenuti dal 10-03 al 06-04-2010 saranno evasi normalmente a partire dal 6 aprile, in ordine di arrivo.

Tutti gli altri ordini ( Ambra, Olio di Cocco, ecc.) saranno spediti regolarmente, anche se sarà gradita un po’ di pazienza in piu’ da parte vostra!

Per maggiori dettagli visitate la pagina degli ordini.

Sauerkraut, che cavolo è?

27 Gennaio 2010

sauerkraut www.gradipo.net fascia bebe

Questa ricetta è molto facile e vi introdurrà in un universo nuovo!

Il termine Sauerkraut ( letteralmente “cavolo acido”) , è di origine alsaziana, ma piatti simili a questo sono tipici delle cucine tradizionali di tutto il mondo, dal coreano Kimchi al messicano Cortido.

Il cavolo, affettato molto sottilmente, viene fatto fermentare da lattobacilli. Ne risulta un alimento quasi indeperibile, dal sapore acido e caratteristico.

Nella tradizione popolare è considerato un cibo purificante e disintossicante, utile nel trattamento delle affezioni digestive e respiratorie, nonchè rimedio primario ai postumi da sbornia per la sua capacità di neutralizzare gli effetti dell’intossicazione da alcool.

Il Sauerkraut si prepara con cavolo ( in genere cavolo bianco) finemente affettato, ed il suo sapore caratteristico e astringente, insieme alla sua ricchezza in fermenti ed enzimi, lo rendono un accompagnamento ideale a molti piatti, in special modo agli alimenti proteici come carne, uova, formaggio o legumi, di cui favorisce la digestione.

I benefici del Sauerkraut derivano anzitutto dal fatto di essere a base di cavolo - verdura nota per il suo contenuto di Vitamina C, fibra, manganese, vitamina B6 e folato ( famose inoltre le le sue virtù nella prevenzione del cancro e nel trattamento dell’ulcera peptica).
Ma cio’ che rende cosi’ speciale ed unico questo piatto è il processo di fermentazione, che lo trasforma in un alleato prezioso della nostra salute.

La fermentazione produce fermenti probiotici , che a loro volta producono enzimi che stimolano la digestione, promuovendo una flora intestinale sana e varia.
la fermentazione produce anche isotiocianati, composti che hanno evidenziato proprietà anticancro attraverso test in vitro e su animali.

Ma veniamo al dunque. Come si prepara il Sauerkraut? La ricetta è semplice!

SAUERKRAUT

1 cavolo medio,
2 cucchiai di sale marino integrale,
opzionale: semi di cumino, aglio, cipolla, pepe nero, peperoncino, zenzero e/o altre spezie secondo il gusto personale ( noi lo prepariamo con 1 spicchio di aglio, 1 cucchiaino di semi di cumino e cipolla affettata).

Nota bene: tutti i recipienti e gli utensili devono essere molto puliti.
La quantità di sale non deve essere diminuita, essa è infatti garanzia di una fermentazione sana.

-Lavare il cavolo, tagliarlo in quarti ed eliminare il torsolo.
-Con un buon coltello a lama lunga affettare il cavolo il piu’ sottilmente possibile.
-Raccogliere il cavolo affettato in una pentola o in un altro recipiente capiente.
-Salare con 2 cucchiai di sale fino.
-Con le mani ben pulite, lavorare il cavolo in modo da distribuire il sale in maniera uniforme.
-Lasciar riposare almeno due ore.
-Lavorare nuovamente il cavolo, che sotto l’azione del sale inizierà a dare il succo, in modo che ne produca il piu’ possibile. Unire le spezie e l’aglio pestati al mortaio, e volendo cipolla affettata ( alcuni apprezzano anche rondelle di carote o pezzetti di sedano).
-Quando il cavolo si presenta traslucido e ben umido, trasferirlo in un barattolo di vetro capiente, tipo quelli da conserva casalinga ( per 1 cavolo intero in genere ci vuole 1 barattolo da 1,5 lt.).
-Con un cucchiaio di legno o un pestello pressare il cavolo il piu’ possibile nel recipiente. Non devono esserci bolle d’aria e la superficie del cavolo deve essere raggiunta e possibilmente coperta dal liquido. Non riempire mai il barattolo fino in cima: l’ideale è che il cavolo arrivi circa 4-5 cm sotto all’imboccatura.
-Trasferire in un luogo fresco e tranquillo, e lasciar riposare per un minimo di tre giorni ( fino ad una settimana).

Dopo tre giorni il vostro Sauerkraut è pronto.
Non preoccupatevi se aprendo il barattolo sentite un fischio, e/o vedete delle bollicine in superficie: sono segno che tutto procede per il meglio.
Il vostro capolavoro di fermenti vivi potrà tranquillamente essere conservato in frigo per sei mesi, il suo sapore migliora con il passare del tempo!

Ora potete assaggiare il Sauerkraut. Lo scoprirete delizioso con un filo d’olio accanto a qualsiasi secondo piatto, e sarà una gustosa aggiunta alle vostre insalate. Presto non potrete piu’ viverne senza…soprattutto durante un lungo, freddo inverno come questo!


Tutto sulle verdure fermentate
( non solo cavolo!) qui (in lingua inglese).

mai più in scatola

12 Gennaio 2010

www.gradipo.net fascia bebe portabebe neonato

Il BPA, o Bisfenolo A, è una sostanza contenuta in molte plastiche, comprese molte plastiche alimentari, la cui pericolosità è stata dimostrata: si tratta di un perturbante endocrino, ovvero di una sostanza (fra le molte) capace di causare gravi disturbi ormonali e metabolici, ed è pericolosa anche se viene assunta in piccolissime quantità .
Già nel 2008, le ditte canadesi ed americane hanno provveduto a ritirare dal commercio bicchieri e biberon in plastica, sostituendoli con prodotti privi di BPA. il governo canadese ha anche legiferato in merito, sulla base di consistenti dimostrazioni scientifiche della realtà di questo problema.
Purtroppo in Europa il BPA è ancora comunemente ammesso in tutte le stoviglie per l’infanzia (incluse tazze e biberon), e su questo argomento avevamo già scritto qui….

Oggi vorrei però puntare il dito sui: pelati in scatola. Il BPA infatti migra negli alimenti per semplice contatto, e cio’ avviene in modo clamoroso se gli alimenti, soprattutto se liquidi, sono caldi oppure acidi.
I pomodori pelati, onore e vanto della tradizione italiana, sono immersi in liquido, sono acidi, e sono perlopiu’ inscatolati caldi nelle bellissime latte dall’interno “smaltato” in plastica bianca al BPA.
E allora?
Stop ai pomodori in lattina: via libera a quelli in barattoli e bottiglie di vetro.

Ma i pelati non sono soli. Moltissimi cibi in scatola hanno evidenziato livelli di BPA troppo elevati, e fra questi il peggiore è purtroppo il latte in polvere, con un campione altamente contaminato su tre.

Piu’ info a questo link.

abra-cadabra…diagnosi prenatale

9 Gennaio 2010

www.gradipo.net fasce per neonati portabebe
Mi si perdoni, per una volta, la leggerezza del tema. Questo sito offre un simpatico  calcolatore “scientifico” del colore degli occhi del vostro bebè, basato su uno studio probabilistico del colore degli occhi dei genitori , dei nonni e degli zii.
Per chi vuole addentrarsi nel regno dell’inesplicabile e del misterioso, la plurimillenaria tabella cinese offre anche una predizione del sesso del nascituro che vanta un presunto 90% di accuratezza.

quello che veramente ami

1 Gennaio 2010

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Auguriamo a tutti un bellissimo Anno Nuovo 2010!

Qui trovate un video di Mauro Marcenaro aka bob desnos del 2005.
Le immagini sono accompagnate da alcuni versi di Ezra Pound, che spero sappiano parlare ai vostri cuori, come sempre hanno parlato ai nostri.

Un abbraccio a tutti coloro che ci leggono, per la prima o per la centesima volta.

bob desnos, mrs.desnos, gretel

caos di Natale

26 Dicembre 2009

www.gradipo.net fascia portabebe porta bebe

A Natale arriva sempre una montagna di giocattoli.
Cio’ accade puntualmente, nonostante le migliori intenzioni di contenere l’invasione.

Ecco alcune strategie per arginare il disordine ed evitare di annoiare e viziare i bambini con troppe cose.

-Alcuni doni si possono intercettare immediatamente
, prima che raggiungano i nostri bimbi o, se il bimbo ha meno di tre anni, immediatamente dopo, approfittando della confusione delle feste. Le cose che ci piacciono si possono nascondere e conservare per momenti di necessità o occasioni successive. I doppioni, i regali inadatti o indesiderati si mettono da parte per compleanni altrui. Riciclare il regalo è molto poco bon ton, ma indubbiamente saggio.

-Se il bimbo è piccolo, dopo Natale si puo’ organizzare un breve raid notturno nella sua camera, e fare sparire i giocattoli rotti, quelli non amati e non giocati, le piccole sciocchezze inutili. Per un bel pezzo non se ne accorgerà. E’ d’obbligo però conservarli in una scatola fuori dalla sua portata, per averli a disposizione in caso gli ritornino in mente.

-Se il bimbo è grande e ragionevole, si puo’ organizzare con lui una cernita dei giocattoli vecchi, decidendo cosa tenere, cosa buttare, cosa regalare o dare via.

- I pupazzetti, le automobiline, le piccole cose inutili ma tanto graziose che affollano le nostre case si possono far sparire silenziosamente, e riutilizzare l’anno dopo, quando la memoria le avrà ormai accantonate, per una tombola o un altro gioco a premi ( tipico delle feste qui a Genova è il carinissimo gioco di carte del Mercante in Fiera). Se anche i vostri amici sono d’accordo, i sacchetti di giochini possono essere scambiati, così entrambe le famiglie avranno una tombola a costo zero.

Una volta superate le resistenze inziali, liberarsi delle cose in eccesso è straordinariamente terapeutico per tutti, piccoli e grandi, e contribuisce a creare davvero quell’atmosfera di pace che tutti associamo a questo periodo dell’anno.

20 Dicembre 2009



Sparlare dei vizi pubblici e privati del signor B è diventata una consuetudine talmente omologante da suscitarmi una nausea terribile.

La barzelletta e la battuta sul signor B rappresentano un lasciapassare eccellente ovunque à gauche, e nessuno sembra stufarsi di questo gioco, nonostante duri ormai da quasi quindici anni.

Ma la sua esistenza politica, che molti riconoscono come la causa prima di ogni barbarie nel Paese, non è, di fatto, che un semplice sintomo dello stato di cose.
Non credo che il suo operato meriti tanta apprensione e tanto interesse da parte di chi non lo ha votato. E non voto piu’, ormai da molti anni, qualcuno la cui unica, presunta virtù è quella di non chiamarsi signor B.
Preferisco restare a casa.

Iinoltre, la presenza del signor B. a capo del governo è espressione di una indiscutibile volontà popolare, che per quanto sia non condivisibile, è comunque legittima. Liquidare il voto popolare sostenendo che si tratta di un nutrito branco di deficienti mi sembra presuntuoso.
Soprattutto alla luce della palese mancanza di nervo da parte dei suoi avversari, che il signor B mette al tappeto prima di tutto in virtù del suo osceno, fiero candore nell’essere se stesso.

Alla non-cultura del signor B, l’opposizione reagisce con una patetica “indignazione” (parola ormai demodé ), ed un humour oramai molto, molto trito. E dai salotti alle osterie, a sinistra non emerge per davvero un solo pensiero degno di nota: non si parla che del signor B.

Non si parla di ecologia. Non si parla di pedagogia. Non si parla di alimentazione. Non si parla di educazione ( e non si parla con educazione).
Si chiacchera, un po’ stancamente, di tutto e di niente; e l’unico fervore è lì: nel parlar male del signor B! Allora si accendono gli animi, brillano gli occhi.

Molti hanno fatto di sfotterlo e diffamarlo una vera professione, e vanno in tour nei teatri “giusti”. E il biglietto si paga!

Che ne sarebbe di loro… senza il signor B ?

Io credo che questi stomaci forti meritino di gustare il signor B in ogni salsa, per molti anni a venire.

il can che dorme

9 Dicembre 2009

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Negli USA due genitori hanno perso la custodia del figlio di due anni, che è stato affidato ai servizi sociali, per essersi rifiutati di seguire i consigli dei pediatri.

La storia è qui.

Consultati dalla madre, preoccupata per l’inappetenza ed il basso peso del bambino - 8 kg, quando il minimo a 2 anni sarebbe di 9 - i dottori avevano proposto questa soluzione: introdurre nella dieta del bambino patatine fritte, dolciumi e cioccolata in quantità. Convincerlo con le buone, insomma, a buttare giù qualcosa…qualsiasi cosa.

Di fronte ad una netta opposizione dei genitori, i medici hanno sollevato il sospetto che non si trattasse di persone responsabili (!), ed hanno richiesto l’intervento dei servizi sociali, che hanno provveduto a sistemare il bambino in un istituto nel quale è stato nutrito con questa “dieta speciale” per quattro mesi.

Quattro mesi di battaglia legale
, al termine dei quali i genitori hanno finalmente ottenuto di riportare a casa il loro bambino, di appena 250 grammi piu’ pesante di prima ed ormai irrimediabilmente abituato a vivere di cibo spazzatura.

La madre ha affermato: ” Credevo di fare la cosa giusta quando mi sono rivolta all’ospedale per chiedere aiuto”.
Come biasimarla? Eppure, questa madre ha sbagliato. Meglio non svegliare il can che dorme. E non guardare mai le tabelle dei percentili.